venerdì 12 febbraio 2016

Cubotti al cioccolato vegani


Ebbene si, un'altra ricetta vegana! Non ho cambiato reggime alimentare, semplicemente negli ultimi mesi le novità culinarie degne di nota sono state vegane, in più si tratta di ricette gustose, di facile preparazione e salutari, meglio di così! 
Questo dolce inoltre è altamente versatile: si presta infatti a numerose varianti, anche in base ai gusti, e per gli irriducibili può essere riproposto in versione onnivora. La preparazione è molto semplice e non richiede cottura quindi è ottimo in caso di ospiti improvvisi perchè si utilizzano ingredienti che facilmente si trovano in dispensa. 


Ingredienti 
  • 150 gr di biscotti secchi vegani
  • 100 gr di sciroppo d'agave o di malto di riso 
  • 100 gr di albicocche secche
  • un goccio di latte di soia (o in alternativa latte di riso ma anche acqua)
  • mandorle tritate q.b. 
  • 100 gr di cioccolato fondente
Tritate con un frullatore le albicocche con i biscotti, mescolateli quindi con lo sciroppo e il latte di soia, quel tanto che basta per ottenere un composto compatto. Stendete il composto in una teglia con uno spessore di 1,5 cm. Sciogliete quindi il cioccolato: io in genere uso il microonde mettendo i pezzi di cioccolato in una ciotola e azionando il microonde alla massima potenza per 30 secondi alla volta, mescolando tra un passaggio e l'altro, finchè non si scioglie. Per chi ha più pazienza va benissimo il classico metodo a bagno maria. Distribuite quindi il cioccolato fuso sopra il composto e cospargete la superficie con le mandorle tritate; lasciate in frigorifero a raffreddare e tagliate i cubotti prima di servire.


Come dicevo le varianti sono infinite: potete usare tutta la frutta secca che volete (prugne, datteri, frutti rossi...) basta che abbia un minimo di umidità che aiuterà ad amalgamare il composto. L'abbinamento albicocche/cioccolato fondente mi ricorda la torta sacher quindi è uno dei miei dolci preferiti. 
Per quanto riguarda lo sciroppo, quello d'agave si trova facilmente al supermercato, il malto di riso no; per chi non è vegano è ottimo anche il miele. 
Stesso discorso per la parte liquida e i biscotti: per chi non è vegano va bene un goccio di latte, in mancanza di altri liquidi se usate l'acqua non muore nessuno; se volete i biscotti secchi vegani (che ormai si trovano facilmente anche al supermercato) potete sostituirli con i comuni e pieni di proteine animali Oro Saiwa! 
La ricetta originale prevedeva l'uso del cocco rapè e del latte di cocco, ma a me non piace il cocco, quindi ho sostituito con le mandorle...Insomma fate come vi pare! Io vi ho dato le basi, adesso sta a voi provare nuovi abbinamenti!

giovedì 26 novembre 2015

Passatelli in brodo vegani e gluten free


Come già raccontato qualche post fa questa estate abbiamo intrapreso l'avventura vegana, non nel senso che stiamo passando da onnivori a vegani ma nel senso che abbiamo imparato ad assaggiare e apprezzare anche la cucina vegana. 
Quindi ogni tanto mi diletto in questo tipo di cucina che sa essere gustosa e leggera al tempo stesso.

Oggi per celebrare l'arrivo del grande freddo vi propongo una rivisitazione di uno dei classici per eccellenza della tradizione romagnola e di questa parte delle Marche: i passatelli in brodo!

La ricetta oltre ad essere vegana è anche gluten free perchè prevede l'utilizzo della farina e del pane senza glutine; se non siete intolleranti potete sostituire con farina 00 e pane normale, io utilizzo la versione gluten free pur non essendo intollerante per rendere i passatelli ancora più digeribili.

venerdì 2 ottobre 2015

Sushi facile per tutti




A chi non piace il sushi?! È la moda degli ultimi anni, se vuoi fare il figo mangi pesce crudo che neanche un delfino...quindi perché non provare a farlo a casa? 
Ho sempre pensato che fosse troppo complicato, più lo sbattimento del godimento finale quindi tanto valeva tirar fuori quei 50 € per un comodissimo take away! Invece, grazie alla mia amica Robi, ho scoperto che non e affatto difficile, basta armarsi di un pochino di pazienza!
Con questo post non intendo ergermi a specialista della cucina giapponese, sicuramente commetterò molti errori agli occhi di un vero cuoco, ma vorrei suggerire un metodo facile alla portata di tutti.
La parte che mi spaventava di più era la preparazione del riso, avevo paura che non restasse abbastanza "appiccicoso" o al contrario che diventasse troppo "papposo", invece, seguendo un po' le indicazioni della scatola del riso per sushi un po' le indicazioni del web, sono riuscita ad ottenere un buon risultato al primo colpo.

lunedì 31 agosto 2015

Insalata vegana con pomodori e fagioli cannellini con avocado



È da ormai un paio di mesi che bazzico l'ambiente vegano grazie ad una serie di showcooking interessantissimi. 
Non che voglia diventare vegana ma sono per natura molto curiosa quando si parla di cibo, quindi ho colto questa bellissima occasione di avvicinarmi ad una cucina a me totalmente sconosciuta e guardata spesso con orrore da noi onnivori. Ho deciso di sperimentare i piatti che più ci sono piaciuti (ebbene si, ho convinto anche il mio scettico marito!) e di riproporli di tanto in tanto nel mio blog, sperando di riprendere a scrivere con la costanza e l'entusiasmo dei primi anni.

Il primo piatto vegano della storia di Pizza&fichi è molto semplice: l'ispirazione me l'ha data una buonissima bruschetta mangiata giovedì scorso, che è stata trasformata in una gustosissima insalata, ottima per la pausa pranzo dopo il ritorno dalle vacanze.


Insalata vegana con pomodori e fagioli cannellini con avocado (per 2 pesrone)
  • 4 pomodori perini
  • 1 cetriolo non troppo grande
  • cipolla q.b. secondo il gusto
  • 1 scatola di fagioli cannellini lessati
  • mezzo avocado maturo
  • 1/4 di limone
  • sale, olio
Le dosi sono indicative, le ho sperimentate oggi a pranzo e ci abbiamo mangiato tranquillamente in due. 
Per prima cosa tagliate l'avocado a metà, eliminate la buccia, fatelo a cubetti e mettetelo nella ciotola insieme al succo di limone per non farlo annerire; la metà che non userete la potrete conservare in frigorifero per altre preparazioni avendo l'accortezza di passare la polpa con del limone per evitare che ossidi.
Tagliate a fettine i pomodori, i cetrioli (se sono quelli buoni del contadino senza diserbanti lasciate pure la buccia che è la parte più ricca di nutrienti) e uniteli all'avocado insieme ai fagioli cannellini sgocciolati; io per comodità ho usato quelli in scatola ma potete benissimo utilizzare i fagioli secchi o quelli freschi. Aggiungete infina la cipolla: io ho usato quella bianca ma quella rossa andrà benissimo lo stesso. Piccolo suggerimento: per smorzare un pochino il sapore forte della cipolla affettatela in anticipo e lasciatela a bagno in acqua prima di utilizzarla nell'insalata.
Un giro di olio, un pizzico di sale e il piatto è pronto.


Come dicevo prima questa insalata nasce in formato bruschetta; se volete provarla basta tagliare le verdure a cubetti non troppo grandi e realizzare un guacamole da stendere sul pane. 
Davvero davvero ottima!

mercoledì 21 gennaio 2015

Semifreddo agli amaretti



La bontà, si sa, spesso si nasconde nelle cose semplici e questo semifreddo ne è la piena dimostrazione, un dolce facile facile, alla portata di chiunque, anche di un bambino (e non esagero) ma buono e goloso in modo assurdo. 

I vari chef stellati e i partecipanti ai tanti cooking show che si dilettano con ricette e accostamenti complicati e impiattamenti spettacolari, mi perdoneranno ma noi povere donnine di casa (a volte anche uomini) che dobbiamo sfamare la famiglia, e a volte gli amici, abbiamo bisogno di ricette semplici, veloci, perché di tempo ce n'è poco e le cose da fare sono tante, però è sempre un piacere viziare compagni, nipoti, figli, amici...

venerdì 12 settembre 2014

Orata al forno con pendolini


E così è passata anche l'estate, che poi estate sulla carta perché "temperaturicamente" parlando possiamo tranquillamente parlare di "primavera protratta per svariati mesi senza mai diventare estate". 
Fatto sta che credo siano passati quasi 4 mesi senza che scrivessi nel blog, un po' per la scarsa, o meglio priva di particolare fantasia, attività culinaria un po' perché fortunatamente ho avuto da fare con il lavoro. Ci sarà pur un motivo se c'è chi è passato dall'essere una cooking blogger per diletto ad essere una blogger per professione! Ecco, io continuo ad esserlo a tempo (molto) perso quindi si prende quel che passa il convento ;-)

Voglio ricominciare bene, con una ricetta che è diventata con il tempo il mio cavallo di battaglia quando si parla di cucinare il pesce, perché da brava donna padana so cucinare la polenta in molteplici e gustosi modi ma per quanto riguarda il pesce, non avendo una tradizione culinaria "pesciaiola" famigliare alle spalle, ho dovuto imparare sperimentando sul campo a discapito delle papille gustative mie e del coinquilino. Qualcosa viene bene, qualcosa un po' meno però col tempo qualcosa l'ho imparato.

lunedì 26 maggio 2014

La savoiarda


Quest'anno sono particolarmente impaziente di dare il via alla stagione balneare, sarà che abbiamo praticamente saltato la primavera, infatti è solo da una settimana che in casa abbiamo raggiunto la ragguardevole temperatura di 24°, prima abbiamo dovuto accontentarci di 21° miserissimi gradi!

E' pero dalla fine di aprile che tentiamo di andare al mare per fare un minimo di tintarella per togliere il pallore mortale che mi porto dietro da tutto l'inverno, con risultati alterni: mezze giornate buone e mezze giornate talmente ventose da gelarti i cm di pelle esposti. Ma io sono già proiettata verso la bella stagione quindi il criceto nel mio cervello sta girando furiosamente sulla sua ruota per trovare delle ricette gustose per la nostra "schiscéta" da mare.

Per sabato ho tirato fuori dal cilindro una ricetta che la mamma ha riscoperto da poco, ovvero la savoiarda. Quando era più piccola, e soprattutto abitavo ancora in terra lombarda, la mamma comprava di tanto in tanto questo antipastino dal salumiere; per un po' di tempo ne abbiamo perso le tracce finché la mamma non ha rispolverato la ricetta che vi ripropongo. 

Curiosando nel web ho scoperto diverse versioni di questo piatto, questa è la MIA versione, come me la ricordo io e come l'ho sempre mangiata. 

Savoiarda (niente dosi solo gli ingredienti, andate ad occhio e bilanciate anche secondo il gusto)
  • fetta spessa di prosciutto cotto
  • würstel grandi
  • peperoni sott'aceto
  • cetriolini sott'aceto
Inutile specificare che per la buona riuscita del piatto è necessario comprare ingredienti buonissimi perché il procedimento è veramente supersemplicissimo: tagliate il prosciutto cotto a quadri, affettate i würstel e i cetriolini. 
Mescolate gli ingredienti tagliati, i peperoni (che in genere si trovano già a filetti) con un filo di olio. 
Fatto. Semplice no?


Forse peperoni e cetrioli a pranzo sotto il sole non sono proprio l'ideale, ma quanto sono buoni!


martedì 29 aprile 2014

Fajitas e tortilla chips a modo mio



Già nel titolo metto le mani avanti (ho forse la cosa di paglia?!) infatti la ricetta di oggi è una rivisitazione personale di un piatto diffusissimo, che possiamo trovare quasi in ogni grande città e non solo in Italia. Girovagando in rete alla ricerca dei termini esatti della cucina messicana ho trovato addirittura il sito dedicato interamente ad essa, se leggono per sbaglio questo post mi fanno causa!

Ma il mio scopo è più che nobile, suggerirvi un piatto molto conviviale, di facile esecuzione, gustoso, adatto ad una cena con amici: tovagliette di carta paglia, tante ciotoline con i diversi ingredienti da assemblare e birra gelata a fiumi.

mercoledì 26 marzo 2014

Veggie Roll


A volte rimango molto stupita da quello che possiamo fare ormai con gli smartphone e di come siano diventati parte integrante delle nostre vite senza che ce ne siamo accorti. Se penso che fino a 5 anni fa giravo ancora con il mio Nokia regalo della maturità...Tutto questo preambolo per dire che le foto del post le ho fatto con il melafonino anziché con la fotocamera perché l'idea alla base del post è stata un'improvvisata: ieri ero casualmente a casa per pranzo, così ho deciso di preparare al coinquilino questi golosissimi veggie roll che, pur essendo a base di verdure, lo fanno impazzire. Sono venuti talmente belli che non ho potuto non pensare subito al blog e il metodo più rapido per scattare era lo smarthphone. Fin qui niente di strano, se non fosse che riaprendo le foto con Photoshop mi sono resa conto di quanto la qualità sia buona, nonostante la situazione luci non ottimale.

Ma parliamo di queste delizie: ho preso spunto da una ricetta di GialloZafferano ma l'ho modificata secondo i gusti miei e del coinquilino, infatti era prevista la salsa tzatziki (a lui non piacciono i cetrioli) e l'uso della piadina senza strutto, eliminati e sostituiti entrambi da Philadelphia e fajitas, più "morbide" e facili da arrotolare.
I veggie roll sono ottimi per un pranzo leggerissimo o per un aperitivo con amici.

venerdì 28 febbraio 2014

Chiacchiere di carnevale



Il carnevale è il periodo di bagordi che precede la quaresima e si sa che viene fritto qualsiasi tipo di goloseria, quindi perché tirarsi indietro? Ieri ho recuperato la ricetta della mamma, che ha trovato in un bellissimo libro di cucina lombarda tradizionale, e mi sono quindi lanciata nelle realizzazione di una bacinella gigante di chiacchiere; considerando che il coinquilino non le mangia, che fine pensate faranno tutte quelle chiacchiere?! I miei fianchi ringraziano già! 
Del resto le chiacchiere mi ricordano tanto la merenda di quando ero piccola, la nonna me ne comprava in quantità industriale da quando comparivano dai prestinai fino alla quaresima, i miei fianchi capiranno che non è solo una questione di gola ma anche affettiva!
La realizzazione non è difficile, ci vuole solo un po' di forza nelle braccia per impastare, pazienza per friggere e tanta gola! E mi raccomando non lasciate la pasta troppo alta, sono stata ripresa in diretta dalla mamma dopo aver postato una foto sulla pagina Facebook del "Work in progress" per aver fatto le chiacchiere troppo spesse!

Chiacchiere di carnevale (quantità per una famiglia numerosa)
  • 500 gr di farina 00
  • 50 gr di zucchero
  • 30 gr di burro
  • 3 uova grandi (o 4 piccole)
  • 1 bicchierino di grappa o marsala
  • scorza di un limone
  • zucchero a velo q.b.
  • strutto per friggere (io ovviamente olio)

Sulla spianatoia disponete la farina a fontana e aggiungete uova, zucchero, scorza del limone, burro ammorbidito e liquore; iniziate ad impastare finché non otterrete un impasto liscio ed omogeneo, simile alla pasta all'uovo. Lasciate riposare almeno 1 ora, quindi riprendete l'impasto e formate una sfoglia spessa circa 2 mm, io utilizzo la tanto comoda Nonna Papera ma se siete pratici potete usare il matterello. Con una rotella dentata tagliate delle striscette, fate un'asola al centro del rettangolo e ripiegate un angolo all'interno dell'asola.


Fate scaldare una buona quantità di olio (le chiacchiere devono galleggiare) e, quando la punta dello stuzzicadenti che avrete immerso farà le bollicine, iniziate a friggere rigirando i dolci un paio di volte finché non saranno ben dorati. Fate attenzione perché quando l'olio sarà molto caldo si coloreranno molto in fretta, rischiando di bruciarsi all'esterno e non cuocersi a dovere.


Sgocciolate le chiacchiere su della carta assorbente e spolverizzate con abbondante zucchero a velo.


giovedì 6 febbraio 2014

Pagnotta integrale




E' ormai qualche anno che faccio il pane in casa perché costa sicuramente meno ed è molto più buono. Fin'ora mi sono limitata ai panini, qualche settimana fa ho deciso di avventurarmi con delle pagnotte non meglio definite. Ho sempre desistito perché nelle ricette che ho trovato qua e là si parlava spesso di lunghe ore di lievitazione, io me la sono cavata con un paio in tutto.
Il procedimento è simile a quello che uso per i panini, questa volta però userò la farina integrale e ci vorrà un poco più di tempo per la lievitazione. Se dovesse leggere il post un panettiere vero, fatto e finito, probabilmente gli prenderebbe un coccolone perché ammetto che il mio procedimento per fare il pane è casalingo, frutto di sperimentazione e dei consigli della mamma, però è un metodo efficiente e a mio avviso da' buoni frutti. 

Pagnotta integrale
  • 600 gr di farina 0
  • 400 gr di farina integrale
  • 700 ml circa di acqua tiepida
  • 20 gr di sale fino
  • 40 gr di lievito di birra 
Mischiate in una ciotola capiente le due farine; sciogliete il lievito in un bicchiere di acqua tiepida e intridetelo con la farina. Aggiungete quindi il resto dell'acqua un poco alla volta e iniziate ad impastare: dovrete ottenere un impasto molto appiccicoso e morbido, la quantità di acqua potrà variare a seconda del meteo (umido < acqua; secco > acqua). Trasferite la massa appiccicosa sulla spianatoia cosparsa di farina e continuate ad impastare per almeno 10 minuti immagazzinando più aria possibile per agevolare la lievitazione. Stendete sul ripiano il sale fino ed incorporatelo all'impasto continuando a lavorarlo. Tutto questo procedimento risulta un po' disgustoso a causa della pasta che si appiccica continuamente ma è indispensabile tenerla molto morbida per ottenere un pane soffice. 
Quando il sale sarà ben amalgamato lasciate l'impasto a lievitare in una ciotola coperto con un panno o della pellicola per un'ora in un posto riparato dagli spifferi (io uso il forno spento). 
Passata l'ora formate due pagnotte allungate che adagerete sulla leccarda ricoperta di carta da forno unta con un goccio di olio, lasciatele distanti tra loro perché dovranno lievitare ancora per un'ora; incidete la superficie con qualche taglio e mettete in forno preriscaldato 180° ventilato per almeno 30/40 minuti o comunque finché la crosta non sarà dorata. Adagiate sul fondo del forno una pirofila con dell'acqua, il vostro pane risulterà ancora più morbido!


Ovviamente se non volete utilizzare la farina integrale potete utilizzare 1 kg di farina 0.


Ai panettieri l'ardua sentenza!

martedì 14 gennaio 2014

Biscotti giganti con marmellata o nutella


Sabato mattina giro straordinario (nel vero senso della parola: "un evento fuori dall'ordinario") con il marito al centro commerciale gigantesco che c'è a Rimini, avevo un affare in sospeso con la mela che telefona da risolvere, quindi ne abbiamo approfittato per entrare e uscire dai negozi, ovviamente senza comprare niente! 
Gira di qui, entra di là, passiamo involontariamente davanti a bar e fast food e le voglie ti assalgono: morale della favola pranzo da Mcdonald (il fegato ringrazia) e nuovo dolcino da sperimentare. Infatti siamo passati davanti ad un bar dove c'erano esposti questi biscotti giganti e la mia dolce metà butta là un "potresti provare a farli anche tu!" corredato da occhioni da cucciolone. 
Come non accontentarlo! Anche perché in fin dei conti non mi ha chiesto niente di complicato.


Biscotti giganti (8/9 biscotti circa)
  • 400 gr di farina 00
  • 100 gr di burro
  • 100 gr di zucchero
  • mezza bustina di lievito
  • 2 uova
  • scorza di 1 limone
  • marmellata o nutella per la farcitura
Disponete sulla spianatoia (o in una ciotola) la farina alla quale avrete mischiato il lievito a fontana, ponete al centro le due uova, lo zucchero, la scorza del limone e tutto intorno il burro morbido tagliato a pezzetti. Iniziate ad amalgamare il tutto partendo dalle uova al centro. Se usate una ciotola ridurrete il rischio che l 'uovo vi si sparga per tutto il piano. Impastate fino ad ottenere una palla omogenea, non sarà facile ma voi insistete, la frolla richiede perseveranza. 

Lasciate riposare l'impasto nel frigorifero per mezz'ora, dopo di che stendete la pasta fino ad ottenere un disco dello spessore di circa 3 mm; ricavate con una tazza o un bicchiere (dimensione a piacere) 8 cerchi e create con una tazzina il buco della parte superiore del biscotto. Impastate nuovamente, stendete e ricavate altri 8 cerchi che serviranno per la base del biscotto. Ponete i dischi su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocete i biscotti a 160° forno ventilato (180° statico) già caldo per circa 10 minuti. Mi raccomando controllate la cottura con attenzione, i biscotti si bruciano in un attimo, quando saranno dorati potrete tirarli fuori dal forno.
Aspettate che i biscotti giganti si raffreddino, poi farcite i dischi senza il buco con marmellata o nutella  e coprite con la parte superiore "bucata".


  
Il coinquilino dice che sono più buoni con la marmellata, però non è che quelli con la nutella siano durati a lungo! 

sabato 4 gennaio 2014

Vellutata di piselli con crema di stracchino


Chi scrive post i primi giorni dell'anno, li scrive tutto l'anno...o almeno spero, visto che uno dei buoni propositi per il 2014 è riprendere a scrivere regolarmente sul blog e ritrovare la passione per la cucina, ormai persa da mesi non si sa bene dove. 

Siccome la riabilitazione va fatta a piccoli passi, vi propongo un vero e proprio "salvacena", termine usato e sentito allo sfinimento, ma noi brave donnine di casa sappiamo bene di quanto ce ne sia bisogno quando il tempo, e a volte la fantasia, scarseggiano. 
Ho usato ingredienti "da dispensa", ovvero quelli che non mancano quasi mai nella credenza o nel frigorifero.

E comunque niente e nessuno vieta di usare questa ricetta in occasione di una cena con amici o parenti perché in quanto a gusto e presentazione non ha niente da invidiare ai piatti più elaborati.

lunedì 28 ottobre 2013

Tiramisù con Baileys, noci e gocce di cioccolato

Se vi dico mascarpone, crema al whisky, noci e cioccolato, voi cosa rispondete? Io rispondo G - O - D - U - R - I - A!
Era un caldo giorno di fine estate quando la mia amica Laura (sempre lei) arriva al mare con il mensile di AliceTv , tema principale il tiramisù. Ottimo, a parte il fatto che questo dolce ad agosto è un pò fuori stagione, quindi si prendono appunti e si mettono via in attesa di temperaure più miti. 
Passa l'estate e arriva il momento giusto per sperimentare questa nuova versione del tiramisù. Il risultato non può essere descritto, deve essere assaggiato.
Passo alla ricetta perchè i livelli di acquolina nella mia bocca sono veramente al limite del sopportabile!

lunedì 7 ottobre 2013

Pasta alla norma a modo mio


Avviso ai signori naviganti: utenti siciliani per cortesia non leggete questo post, potrebbe mettere a dura prova le vostre coronarie!

Fatta la premessa, passo a parlare del piatto di oggi con la coscienza pulita.
Sono alla costante ricerca di ricette veloci, facili, gustese ma soprattutto leggere (nient'altro? un cuoco in casa no?), un giorno mi sono imbattuta, in non so quale blog, in una ricetta light per fare la capponata senza friggere le melanzane, ma cuocendole nel forno con un filo d'olio.
E' stato illuminante, cuocere le melanzane in forno, a fette o a cubetti che sia, è diventato un caposaldo nella mia cucina, sia che debba fare la parmigiana sia che debba fare un sugo. Si lo so che fritte sono tutta un'altra cosa, del resto fritta è buona anche una ciabatta, ma una signora deve pensare anche alla linea, sua e del coinquilino, e il fegato ringrazia.

venerdì 6 settembre 2013

Torta della nonna: missione compiuta!


E' stata dura, mi ci sono voluti ben 4 partecipazioni al Palio del Daino a Mondaino, ma alla fine ce l'ho fatta: la torta della nonna che tanto fa impazzire il coinquilino è disponibile e mangiabile in casa Pizza&fichi!
Ma facciamo un passo indietro e andiamo all'origine della storia: da qualche estate ormai ci catapultiamo nei secoli oscuri del Medioevo partecipando al Palio del Daino, fantastica manifestazione organizzata a Mondaino di cui ho largamente parlato qui l'anno scorso, dove, nel mezzo di un prato, viene allestito un vasto stand di dolci veramente ma veramente buoni. A me piace variare, quindi ogni anno assaggio dolci diversi, al contrario il coinquilino è un abitudinario e resta fedele alla sua torta della nonna che, a suo dire, è la migliore che abbia mangiato. 
Dopo vari tentativi di imitazione falliti questo agosto ho deciso che era giunta l'ora di prendermi anche io una fetta di questo dolce, assaporarlo per bene (con gli assaggini strappati a forza gli anni scorsi non era stato possibile) e tentare la clonazione. 
Ebbene, nonostante la giornata caotica e supermultitasking di ieri (marmellata, torta, pranzo, cena, lavoro) posso dire con orgoglio di essere finalmente riuscita a realizzare la torta della nonna del Palio del Daino!

venerdì 30 agosto 2013

Fiori di biscotto alla marmellata per l'ora del tè


Buon pomeriggio e ben trovati!
Dopo la lunga pausa estiva sono pronta a tornare alla mia regolare routine che comprende ovviamente la cucina e quindi il blog. 
Per il ritorno alla "normalità" ho optato per una ricetta semplice, classica nel suo genere, ma sempre buona e perfetta per l'ora del tè che si avvicina. Lo so che è ancora caldo per il tè ma non dobbiamo farci trovare impreparati per l'arrivo dell'autunno.

giovedì 18 luglio 2013

Pannacotta della Patri

Latitante. Lo so.
E' molto che non scrivo perchè mi è mancata la voglia di farlo, mi è mancata la voglia di cucinare per il blog (tranquilli non muoriamo di fame ne viviamo di scatolette e surgelati, la cucina quotidiana è garantita) e mi è mancata la voglia di fotografare. Vogliatemi bene lo stesso.
Ma, siccome il blog è pur sempre una mia creatura e gli voglio bene, oggi mi sono costretta a fermarmi e a buttar giù almeno due righe. E due righe vi darò. Non una di più.
Però vi regalo un grande classico: come tutti i grandi classici esistono millemilioni di versioni ma quella della Patri (mia suocera) al momento non l'ha battuta nessuno.

venerdì 14 giugno 2013

Sgombro in carpione


E poi ci sono quelle volte che vai a far la spesa senza aver un piano d'attacco ben definito e ti ritrovi ad osservare basita il banco del pesce con una faccia molto simile a quella della mercanzia esposta.
Finisce che compro dei pesci random, senza sapere bene cosa farne, a volte scelgo in base al prezzo, il più basso ovviamente, una volta per fare ciò ho comprato un pesce non meglio definito che mi avevano detto di cuocere tranquillamente in forno come si fa con un branzino o un'orata: il risultato è stata una puzza pestilenziale, che si è aggrappata con forza perfino alle tende, tanto che ho dovuto lavarle per mandarla via perchè a distanza di qualche giorno la puzza ci faceva ancora compagnia.
Non è questo il caso di oggi visto che parlerò dello sgombro, pesciolino azzurro che fa benissimo alla salute e che sguazza felicemente nell'Adriatico e che nel mio caso è un pesce a km zero. 
Avrà tutte le qualità nutrizionali del mondo però la sua carne risulta un pò più asciuttina al mio palato rispetto ai più nobili branzini e orata sopra citati quindi nel tempo ho escogitato qualche trucchettino per renderlo più gustoso: il più semplice è cuocere lo sgombro al vapore (oppure bollirlo) e usarlo nelle insalatone al posto del tonno oppure si può fare un'insalata di sgombro e patate ottima anche come antipasto, come avevo già suggerito qui.
Oggi vi propongo un'alternativa vagamente ispirata ai pesciolini in carpione che faceva mio nonno, una vera bontà, i pesciolini del nonno, lo sgombro rivisto e corretto da me giudicate voi.


Sgombro in carpione
  • sgombri non troppi grandi
  • aceto
  • prezzemolo
  • aglio
  • cipolla bianca fresca o cipolla rossa di Tropea (secondo il vostro gusto)
  • sale, olio
Niente dosi, solo un'idea.
Cuocete gli sgombri lavati e puliti in una vaporeria oppure bolliteli. Quando saranno tiepidi sfilettateli, disponete i filetti in una pirofila, salate leggermente e irrorate con un'emulsione di olio e aceto; quanto aceto lo decidete voi in base ai vostri gusti. Aggiungete quindi il prezzemolo e se lo gradite l'aglio tritato, io l'ho affettato per poterlo togliere prima di servire lo sgombro in tavola; unite anche le cipolle (bianche o rosse come preferite) tagliate finemente e lasciate riposare in frigorifero: più lasciate marinate lo sgombro meglio è, suggerisco almeno 12 ore.
Servitelo come antipasto o come secondo piatto accompagnato da una bella insalata mista, gustosa e leggera.

mercoledì 5 giugno 2013

Cantucci friabili della Toni


Questo è un classico esempio di quando si dice: le utlime parole famose...Nell' ultimo post ho dichiarato al mondo che sarei stata più presente con il blog, che uscivo da settimane di lavoro intensissimo ma che da quel giorno avrei avuto più tempo per la mia creatura. Evidentemente così non è stato perchè, per mia fortuna, mi è capitato tra le braccia un nuovo lavoro che mi ha tenuto piuttosto occupata, quindi addio buoni propositi.
Ma oggi dico stop al lavoro e si al blog! Più semplicemente sto aspettando una risposta dal committente e tra i fagiolini da cuocere e la doccia da fare mi ritaglio una mezz'ora per il post.

Vi ho già accennato alla Toni, mamma della mia amica Laura, sempre faconda di buoni consigli culinari in occasione del post sulla marmellata, in questo caso ha superato se stessa: sono letteralmente pazza di questi dolcini friabili, che, non sto scherzando, creano dipendenza. Vi basti sapere che il coinquilino ha dichiarato che, pur non essendo la sua tipologia di dolce preferito, non può smettere di mangiarli. 

Solo a parlarne ho l' acquolina in bocca, quindi vi do velocemente la ricetta prima che la voglia di mangiarli mi rapisca e mi costringa a farli.

Cantucci friabili

  • 4 uova
  • 600 gr farina
  • 300 gr zucchero
  • 100 gr burro
  • 200 gr mandorle
  • 1 bustina lievito
  • 1 pizzico di sale
  • 1 bustina vanillina
Piccola premessa: con le quantità segnate si fanno cantucci per un esercito, siccome siamo solo in due io le ho dimezzate.
Classico procedimento per preparare una frolla: su una spianatoia create una fontana con la farina alla quale avrete già mischiato il lievito. Sgusciate le uova all'interno della fontana, aggiungete il burro a pezzetti, lo zucchero, la vanillina, il pizzico di sale e iniziate ad impastare facendo attenzione (o pregando!) che l'uovo non scappi via. Questa è la versione per quelli bravi, per tutti gli altri, me compresa, basta usare una ciotola per amalgamare gli ingredienti e l' uovo non va da nessuna parte!

Impastate velocemente finchè non otterrete una pasta omogenea; corspargete la spianatoia con le mandorle e incorporatele all' impasto. Formate sette filoncini che "appiattirete" leggermente per iniziare a dargli la forma tipica dei cantucci. Infornate a 180° forno statico già caldo finchè i filoncini non inizieranno a dorarsi, circa 10/15, minuti la tempistica precisa non è presente nella ricetta originale quindi si va ad occhio. Fate attenzione se usate la placca da forno perchè rischiate la carbonizzazione. Quando i filoncini saranno dorati tirateli fuori dal forno, tagliate i cantucci di traverso e rimetteteli in forno a biscottare qualche minuto: io consiglio di appostarsi davanti allo sportello e controllarli a vista, il rischio carbonella è dietro l'angolo.

Serviteli freddi dopo il caffè, essendo friabili non c'è bisogno di pucciarli nel vin santo ma nessuno ce lo vieta.

Volendo potete sostituire le mandorle con le gocce di cioccolato, io sono per le mandorle sempre e ovunque.